Cerimonia di premiazione del terzo concorso letterario indetto dall’azienda vitivinicola di Cerreto Guidi

giugno 30, 2009 by · 2 Comments
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Giovedì 25 giugno, nel suggestivo scenario di Villa Petriolo, antica “dimora di delizia” della famiglia fiorentina degli Alessandri, si è svolta la cerimonia di premiazione dei vincitori del terzo concorso letterario indetto dall’ azienda vinicola Villa Petriolo, dedicato quest’anno ad una grande figura del mondo del vino la cui lezione rimane insuperata, Mario Soldati.

Quasi duecentotrenta i racconti giunti nella tenuta di Cerreto Guidi per l’ultimo concorso letterario nato e maturato dalla passione di Silvia Maestrelli per il vino e le parole che lo raccontano.

I vincitori sono stati selezionati da una giuria composta da personalità impegnate nell’arte e nella valorizzazione del patrimonio enogastronomico e ambientale a livello nazionale, in un’ottica di contaminazione dei saperi che ha mosso la redazione dell’idea progettuale sin dal primo anno, il 2007.

Per questa terza edizione, dal tema “S’io fossi…vino. Epifanie dello spirito”, i componenti della giuria – Enrico Ghezzi, critico cinematografico; Claudio Cinelli, regista teatrale; Roberto Cotroneo, scrittore e critico letterario; Federico Curtaz, enologo; Ernesto Gentili, giornalista enogastronomico, co-curatore della Guida Vini d’Italia de L’Espresso; Chiara Riondino, cantautrice; David Riondino, attore, comico e cantautore; Cristina Tagliabue, giornalista esperta in creatività e innovazione culturale; Carlo Tempesti, Sindaco di Cerreto Guidi; Edoardo Vigna, giornalista de Il Corriere della Sera – hanno premiato la linea dei giovani scrittori emergenti.

La ricerca di nuove ed originali forme espressive, uno dei principi fondatori del concorso letterario di Villa Petriolo, porta i massimi riconoscimenti nella terra di Federico II, vir inquisitor et sapientiae amator, ispiratore di quella scuola siciliana espressione della prima compiuta elaborazione poetica in volgare del nostro Paese.

E’ di Messina la vincitrice del primo premio Giselda Campolo, che, nel racconto breve “Com’io sono e fui”, trasfigura il reale in una sensazione quasi di arabesco, in cui il ritmo e la fluidità del dettato danno consistenza alla fugace epifania.

Giselda è studentessa al I anno di Lettere Moderne. Ha pubblicato un racconto sul periodico Centonove, uno sull’antologia “Scrivere donna”. Ha collaborato e pubblicato sul giornale del Liceo Classico Maurolico. E’ tra le vincitrici del premio letterario “Calabria in giallo 2009”. Migliore attrice protagonista al concorso teatrale di Tindari nel 2008.

Meritano un posto d’onore anche i “balbettii”, linguaggio liquido profuso nella composita esposizione del testo “La vivace assonnanza con Barbara”, di Alessio Cannarozzo, torinese, appassionato di ingegneria del suono, di Jacques Derrida e dei versi di Dino Campana.


Il racconto “Climax – Le gioie di non andare fuori tema, Ovvero. S’i’ fossi vino”, scritto a quattro mani da Pier Paolo Catucci (di Bitritto, Bari) e Giovanni Puglisi (di Leonforte, Enna), entrambi studenti all’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo-Bra, conquista il podio con le sue fluide sembianze, Narcisi affioranti dalle fermentazioni di un’immaginazione in quieto delirio.

Due grandi novità hanno contraddistinto questa terza edizione del concorso.
L’estensione del bando ad un pubblico internazionale – grazie alla collaborazione della rete Great Wine Capitals che ha conferito a Villa Petriolo il riconoscimento The Best of Wine Tourism categoria Arte e Cultura per l’anno 2009 e al sostegno della Strada dell’olio e del vino del Montalbano e dell’agenzia di viaggi Turandot – ha permesso alla giovane nicaraguense Nely Iveth Diaz Lopez, autrice del racconto “Un valzer nel vino”, di vincere un viaggio in Italia ed il soggiorno di una settimana sul Montalbano.

Altra innovazione rispetto alle trascorse edizioni, la possibilità di partecipare al concorso inviando opere multimediali a corredo dei racconti, un patrimonio di creatività interamente valorizzato con la proiezione di video contro il fronte della villa durante la cerimonia di premiazione.

Per la cerimonia di premiazione si è festeggiata “Quella naturale inclinazione” attraverso molteplici suggestioni: all’entrata, la fotografa Alena Fialova’, autrice della mostra “Nella sera d’amore di viola” allestita nei locali di Villa Petriolo, ha scattato a tutti gli ospiti la foto-ricordo con “la maschera del vino”, o mistura immaginifica, ben duecento pezzi unici realizzati dalla creativa Ylenia Lopomo sul tema del concorso; nel corso della serata letture teatralizzate – con le perfomances di danza di Katia Frese ed i suoi ballerini – a cura della cantautrice Chiara Riondino e degli attori Nicoletta M. Loisi e Andrea Giuntini, hanno reso la ricchezza delle parole sul vino dei tre racconti vincitori. L’incursione di Fufluns a cavallo, o Bacco che dir si voglia, ha celebrato il primo dei racconti segnalati: “Bevimi!” della scrittrice Serena Gentilhomme. Anche il “saper fare” d’eccellenza ad arricchire il programma: Villa Petriolo ha fatto da scenario a questo autentico spettacolo in cui il protagonista assoluto è stato il genius loci, con i laboratori dal vivo dei maestri artigiani di Confartigianato Firenze.

Un progetto speciale ha infine sviluppato la sezione “Il vino dell’amicizia”, riservata agli studenti dell’ Istituto Superiore Statale F. Enriques di Castelfiorentino (Firenze) e dell’Istituto Alberghiero F. Martini (IPSSAR) di Montecatini Terme (Pistoia), per la quale sono stati premiati gli studenti Francesco Innocenti di Montespertoli (FI) e Cassandra Giuliani di Pescia: gli studenti delle due scuole toscane ad indirizzo turistico ed alberghiero hanno curato, con un progetto formativo specifico, il servizio di sala e sommellerie della cena di gala a Villa Petriolo, durante la quale sono stati presentati in anteprima, con un omaggio ulteriore alla terra di Sicilia dalla quale proviene la vincitrice assoluta, i nuovi vini della Tenuta di Fessina, recente avventura enologica di Silvia Maestrelli, Federico Curtaz e Roberto Silva. Ero ed Erse annata 2008, rispettivamente Nero d’Avola in purezza, coltivato nella Val di Noto, e Nerello Mascalese dalla contrada Rovittello, alle pendici dell’Etna, sono vini che raccontano l’essenza di una terra antica, in cui la cultura del vino da sempre vive di una viticoltura naturale, semplice, iscritta in un ambiente forte che incita alla sfida.

Il concorso, ideato da Silvia Maestrelli e curato da Diletta Lavoratorini, per l’edizione 2009 si è pregiato della collaborazione della Regione Toscana e del Patrocinio ed il supporto del Comune di Cerreto Guidi, Circondario Empolese-Valdelsa, Le Terre del Rinascimento, Associazione Nazionale Città del vino, Fondazione CittàItalia, Dimore Storiche sezione Toscana, A.I.S. Toscana, Associazione Strada dell’olio e del vino del Montalbano Le colline di Leonardo, Comitato Dama di Bacco, Camera di Commercio di Firenze, Istituto Superiore Statale Federigo Enriques di Castelfiorentino (Firenze), Istituto Alberghiero F. Martini (IPSSAR) di Montecatini Terme (Pistoia), Confartigianato Firenze, casa editrice ETS di Pisa, Laboratorio di oreficeria Lamberto e Alessandro Piovanelli, Agenzia di Viaggi Turandot.

Immagini della cerimonia di premiazione sul blog di Silvia Maestrelli diVINando

Link: diVINando


Pubblicato il libro di Maria D’Addario

giugno 30, 2009 by · Commenti disabilitati su Pubblicato il libro di Maria D’Addario
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Stanza n. 12 di Via D’Amato (diario di una vita)

Dalla prefazione di Pietro Corsi:
La maestrina siciliana. Potrebbe ben essere questo il titolo della felice quanto inaspettata opera prima di Carmela D’Addario, siciliana d’origine e molisana di adozione, che, anni fa, ha concluso la sua carriera di esemplare insegnate e ha voluto raccontarci l’esperienza, anzi le esperienze, che hanno arricchito la sua vita. Devo premettere che queste pagine mi sono piovute sulla scrivania nel modo più inaspettato: prevedibilmente forse, ma pur sempre inaspettato. Già da tempo l’autrice mi aveva timidamente parlato di un manoscritto che una sua amica voleva che io leggessi. Sapevo, per intuizione e per esperienza maturata nel corso degli anni, che il manoscritto doveva essere suo. Risposi perciò, con cautela ma anche con sospetto, che lo avrei fatto volentieri. Dico con cautela, perché non sono un critico. Aggiungo con sospetto perché spesso succede che una persona che ha un manoscritto nel cassetto, quando decide di tirarlo fuori dice, per timore o soggezione, che appartiene a un qualche anonimo conoscente. Ma c’è dell’altro, c’è un motivo più profondo, credo, dietro il sospetto. Primo Levi, il compianto maestro della nostra narrativa più recente, amava dire, a chi gli chiedeva se scrivere può essere considerato un “mestiere”, che in Italia quelli che scrivono per mestiere sono ben pochi: vanno contati, diceva, sulla punta delle dita di una sola mano. Ora come allora, scrivere non è un mestiere. Se lo fosse, sarebbe il mestiere di tutti perché tutti in Italia hanno un manoscritto nel cassetto. Scrivere è passione: si scrive per amore della scrittura, come ha fatto Carmela D’Addario.

Link: Stanza n. 12 di Via D’Amato


SBC Edizioni pubblica il nuovo romanzo di Fabrizio Fronzoni

giugno 22, 2009 by · 1 Comment
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Quel cadavere nella campagna di Ravenna

Campagne del Ravennate, primi del ‘900: una donna, Celeste Tassinari, viene brutalmente assassinata. Il presunto omicida è infine assicurato alla giustizia.
Ma dopo tanti anni di distanza una serie di misteriose apparizioni destano la curiosità di un libraio di Ravenna, Fabrizio, che incomincia a indagare per proprio conto.
Partendo da qui Fabrizio Fronzoni, con il suo nuovo romanzo (Ti ho cercato – Pagg. 174 – Euro 14 – SBC Edizioni Ravenna) ci introduce in una serrata indagine che parte dagli archivi polverosi di un tempo per arrivare ai giorni nostri.
E se l’assassino di allora fosse sfuggito alla morsa della giustizia? Quale filo conduttore lega indissolubilmente i personaggi vissuti in due epoche così diverse? Con un ritmo narrativo incalzante, una suspense crescente e uno stile raffinato, del tutto originale nel genere noir, l’autore ci guida con abilità nella duplice dimensione temporale della storia, tratteggiando con maestria le personalità dei componenti coinvolti in essa, fino all’imprevedibile epilogo.


Fabrizio Fronzoni è nato a Ravenna dove vive e lavora. Nel 1999 ha vinto il primo premio al concorso di narrativa “Scrivere in vacanza” a Firenze con il racconto Distanze. E’ entrato nella cinquina dei finalisti al concorso di narrativa “Don Luigi Di Liegro”, con il racconto Duello sotto le querce, a Roma, nel 2007.
Ha pubblicato: Un’impronta sotto l’onda (1999), Fresno (2002), Distanze (2002), Anche i topi amano la civiltà bizantina (2003), La Maison (2004).

Fabrizio Fronzoni
Ti ho cercato
Euro 14. Pagg. 174
SBC Edizioni

www.sbcedizioni.com


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