Guide e libri sull’ Olio di Puglia

maggio 19, 2011 by · Commenti disabilitati su Guide e libri sull’ Olio di Puglia
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Le numerose guide che parlano dell’olio della Puglia, offrono spazio alle aziende e ai frantoi associati, che producono olio, diffondendo anche diverse notizie per il settore. In Italia ben quattrocento cultivar sono iscritte ufficialmente nello Schedario Oleicolo Italiano e sulle guide vengono riportati tutti i nomi e le caratteristiche, perchè com’è noto ogni cultivar possiede caratteristiche diverse che variano da regione a regione, ma più precisamente, da luogo a luogo, sebbene alcune caratteristiche siano comuni a tutte, come la longevità. Le guide raccontano che l’oliva, il frutto, è una drupa ovale di cui alcune varietà esplicano al meglio le loro potenzialità in aree ben determinate, e non sempre danno la stessa risposta, in termini quantitativi e qualitativi, in zone diverse da quelle di origine.

In Puglia, per esempio, la “dolce di Cerignola” ha una resa in olio molto elevata, come la varietà detta “frantoio”. La resa di un sol albero, se ben concimato, va da 15 a 40 chili di olive (corrispondenti da 3 a 8 chili di olio).

 

Sulle guide si legge che l’olivo è in grado di sopravvivere anche in terreni poco ricchi, e ambienti aridi; tuttavia in particolari momenti del suo ciclo vegetativo (primavera ed estate) è importante che disponga di una concimazione adeguata un apporto idrico sufficiente. Antico e positivo è l’uso dei concimi organici (letame, sovescio di leguminose ecc.) che possono fornire numerosi microelementi, migliorando contemporaneamente la permeabilità del terreno e le proprietà fisiche del suolo. Anche i concimi chimici vengono usati per la concimazione dell’olivo per correggere terreni acidi.

Le principali varietà di olivo nel Salento indicate dalle guide per produrre olio extra-vergine, sono: Coratina, Cellina di Nardò, Nasuta, Peranzana, Bella di Cerignola, Sant’Agostino, Pizzuta, Leccese, Marinese, Pisciottana.Ogliarola barese.

 

I libri sull’olio pugliese, spesso narrano la storia: fin dall’Antica Grecia l’olivo era considerato una pianta sacra e coltivato in maniera differenziata a seconda di fattori ambientali (per esempio il tipo di suolo), fattori strutturali (dimensione, pendenza del suolo), fattori economici (capacità di investimento), e anche fattori legislativi. L’opera dei monaci basiliani di origine egiziana, ha contribuito in Puglia e in particolare nel Salento, alla creazione di vastissime estensioni di olivi a scapito della macchia mediterranea.

 

I libri raccontano anche dei parquet in olio d’oliva, perchè il legno di olivo, si può lavorare molto bene e permette la realizzazione anche di numerosissimi oggetti pregiati e apprezzati per la bellezza conferitagli dall’aspetto particolare, giallastro con venature nere: la maestria degli artigiani che utilizzano tecniche tradizionali, riesce a realizzare meravigliosi oggetti pregiati e apprezzati come: taglieri, oliere, saliere, mestoli, posate, ciotole, portatovaglioli.

Il fratello di Emanuela Orlandi: “Wojtyla sapeva, Ratzinger tace”

maggio 10, 2011 by · Commenti disabilitati su Il fratello di Emanuela Orlandi: “Wojtyla sapeva, Ratzinger tace”
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“Io so chi ha rapito Emanuela. È un sistema, un intreccio di poteri che collegano il sequestro all’attentato a Wojtyla. I mandanti volevano condizionare la volontà del Papa”. Esordisce così Pietro Orlandi, fratello di Emanuela e figlio di un messo papale, all’intervista con Vanity Fair – in edicola domani 11 maggio – in cui per la prima volta parla del suo libro Mia sorella Emanuela, scritto a quattro mani con Fabrizio Peronaci, giornalista del Corriere della Sera. Il volume, che ripercorre la tragica scomparsa di Emanuela rapita il 22 giugno 1983 e mai più ritrovata, esce, non casualmente, il 13 maggio, a trent’anni esatti dal giorno dell’attentato alla vita di Giovanni Paolo II. Il lungo diario si apre con il sequestro di Emanuela e si chiude sull’incontro di Pietro con Ali Agca, che tentò di uccidere il Papa quel 13 maggio 1981 e che, nel 1997, scrisse alla famiglia Orlandi una lettera che oggi per la prima volta è pubblicata integralmente su Vanity Fair. Ali Agca le ha fatto dei nomi anche clamorosi. Quanto si è stupito? “Non più di tanto. Ho sempre pensato che in questa vicenda vi sia la responsabilità di più persone e che si tocchino livelli molto alti. Mi aspettavo che i magistrati mi convocassero dopo l’incontro con Agca, ma, a distanza di quindici mesi, nessuno ancora mi ha chiamato. Mi auguro che lo facciano adesso”. Nella lettera, Agca le ha assicurato che Emanuela è viva e sta bene. “Io spero che sia così e che, come mi ha detto lui, “questa menzogna arrivi presto alla fine”. Però queste sono parole di Agca e, anche se mi ha indicato un percorso per liberare mia sorella, io non ho gli strumenti per farlo”. A suo tempo, Wojtyla fece diversi appelli pubblici per Emanuela. Ma Agca esclude che il Papa sapesse. “Wojtyla è stato molto vicino, anche personalmente, alla mia famiglia, e questo ci è stato di grande conforto. A differenza di Agca, però, io sono convinto che sapesse. Il 27 luglio, quando convocò i miei in Vaticano, Giovanni Paolo II, in lacrime, parlò per la prima volta di “un’organizzazione terroristica”. E alla vigilia del Natale 1983, quando venne a casa nostra per portarci un regalo e gli auguri, si mostrò fin troppo chiaro. Ho ancora nelle orecchie la sua voce, le sue parole: “Cari Orlandi, voi sapete che esistono due tipi di terrorismo, uno nazionale e uno internazionale. La vostra vicenda è un caso di terrorismo internazionale”. Disse proprio così, come se avesse delle prove. Ed era il massimo rappresentante della verità in terra che, in quel momento, condivideva con noi il nostro dramma. Il Papa non si può esporre in questo modo se non sa”. Nel 2009 vi siete rivolti anche a Benedetto XVI, con una lettera fin qui rimasta segreta. Con quali risultati? “Zero, purtroppo. La Santa Sede, che io considero la mia seconda famiglia, questa volta non ha ritenuto di spendere nemmeno una parola per una ragazza che era cittadina vaticana. Per una famiglia che serve il Papa fin dal 1920, dai tempi di mio nonno. È questa indifferenza da parte degli uomini della Chiesa, questo muro di gomma opposto con ostinazione alla chiarezza e al dolore che mi fa male e che rende difficile, a me credente, continuare a credere in chi dovrebbe rappresentare Cristo in terra”. E adesso che cosa si aspetta? “Che il Vaticano sgretoli il suo muro di gomma. Che chi sa si faccia vivo e assuma le sue responsabilità”.

Dopo l’Unità d’Italia: i problemi del cambiamento – Il fu Mattia Pascal

maggio 5, 2011 by · Commenti disabilitati su Dopo l’Unità d’Italia: i problemi del cambiamento – Il fu Mattia Pascal
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Nel pomeriggio di venerdì 6 maggio, presso la Casa della Conoscenza (Via Porrettana 360 – Casalecchio di Reno) – Piazza delle Culture, doppio appuntamento con storia e letteratura.
Alle ore 17.00, la conferenza “Dopo l’ Unità d’Italia: i problemi del cambiamento” con lo storico Marco Poli: i difficili processi di unificazione valutaria, amministrativa, linguistica e doganale avviati nel 1861, e la guerra di secessione nazionale costituita negli stessi anni dal brigantaggio meridionale. La conferenza, curata dall’Associazione Amici della Primo Levi – Valle del Reno, conclude il ciclo “Il Risorgimento – Nascita di una nazione”, che nel mese di marzo ha celebrato il 150° Anniversario dell’Unità d’Italia.
A seguire, alle ore 19.00, “Il fu Mattia Pascal“: il primo capolavoro di Luigi Pirandello nella suggestiva e originale narrazione per voce sola di Simone Maretti. L’appuntamento fa parte della mini-rassegna “Leggere i classici”, proposta da Biblioteca C. Pavese e ITC “G. Salvemini” di Casalecchio di Reno per avvicinare in modo accattivante e stimolante alla lettura di un romanzo cardine del Novecento italiano; la rassegna avrà un secondo appuntamento, sempre affidato a Simone Maretti, venerdì 13 maggio alle ore 19.00 con “La coscienza di Zeno“.

Per informazioni: Tel. 051.598300 – E-mail biblioteca@comune.casalecchio.bo.it

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