Guide e libri sull’ Olio di Puglia

Guide e libri sull’ Olio di Puglia

 

Le numerose guide che parlano dell’olio della Puglia, offrono spazio alle aziende e ai frantoi associati, che producono olio, diffondendo anche diverse notizie per il settore. In Italia ben quattrocento cultivar sono iscritte ufficialmente nello Schedario Oleicolo Italiano e sulle guide vengono riportati tutti i nomi e le caratteristiche, perchè com’è noto ogni cultivar possiede caratteristiche diverse che variano da regione a regione, ma più precisamente, da luogo a luogo, sebbene alcune caratteristiche siano comuni a tutte, come la longevità. Le guide raccontano che l’oliva, il frutto, è una drupa ovale di cui alcune varietà esplicano al meglio le loro potenzialità in aree ben determinate, e non sempre danno la stessa risposta, in termini quantitativi e qualitativi, in zone diverse da quelle di origine.

In Puglia, per esempio, la “dolce di Cerignola” ha una resa in olio molto elevata, come la varietà detta “frantoio”. La resa di un sol albero, se ben concimato, va da 15 a 40 chili di olive (corrispondenti da 3 a 8 chili di olio).

 

Sulle guide si legge che l’olivo è in grado di sopravvivere anche in terreni poco ricchi, e ambienti aridi; tuttavia in particolari momenti del suo ciclo vegetativo (primavera ed estate) è importante che disponga di una concimazione adeguata un apporto idrico sufficiente. Antico e positivo è l’uso dei concimi organici (letame, sovescio di leguminose ecc.) che possono fornire numerosi microelementi, migliorando contemporaneamente la permeabilità del terreno e le proprietà fisiche del suolo. Anche i concimi chimici vengono usati per la concimazione dell’olivo per correggere terreni acidi.

Le principali varietà di olivo nel Salento indicate dalle guide per produrre olio extra-vergine, sono: Coratina, Cellina di Nardò, Nasuta, Peranzana, Bella di Cerignola, Sant’Agostino, Pizzuta, Leccese, Marinese, Pisciottana.Ogliarola barese.

 

I libri sull’olio pugliese, spesso narrano la storia: fin dall’Antica Grecia l’olivo era considerato una pianta sacra e coltivato in maniera differenziata a seconda di fattori ambientali (per esempio il tipo di suolo), fattori strutturali (dimensione, pendenza del suolo), fattori economici (capacità di investimento), e anche fattori legislativi. L’opera dei monaci basiliani di origine egiziana, ha contribuito in Puglia e in particolare nel Salento, alla creazione di vastissime estensioni di olivi a scapito della macchia mediterranea.

 

I libri raccontano anche dei parquet in olio d’oliva, perchè il legno di olivo, si può lavorare molto bene e permette la realizzazione anche di numerosissimi oggetti pregiati e apprezzati per la bellezza conferitagli dall’aspetto particolare, giallastro con venature nere: la maestria degli artigiani che utilizzano tecniche tradizionali, riesce a realizzare meravigliosi oggetti pregiati e apprezzati come: taglieri, oliere, saliere, mestoli, posate, ciotole, portatovaglioli.